L'UOMO SUL FILO
di Daddo
Sono tornato da un lungo viaggio nelle profondità oscure della mente;un viaggio di speranza,di paura e di redenzione.I fatti della vita ci conducono spesso verso strade oscure,vicoli ciechi,luoghi dove il sole sembra non esistere più;luoghi dove l'urlo disperato di un uomo si perde nelle fauci dell'abisso.Una volta entrati,difficilmente si torna indietro.Perchè l'uomo ha la capacità di convivere con le sue angosce e chiudersi nel suo guscio lontano da tutto, aspettando la fine.Ma l' istinto di sopravvivenza ,è talmente radicato in noi che si eleva sublime al di sopra di ogni paura,spazzando via gli incubi,volando oltre i confini delle tenebre e,come una fenice che rinasce dalle proprie ceneri e riprende il suo volo cantando sopra le mura di Eliopoli,così il soffio della vita riemerge dall'oscurità,cavalcando montagne di luce sopra la città del sole.
Ora sono pronto/siamo pronti per
immergerci nella luce del mondo reale tra un assolo di Zappa e un pianosequenza di De Palma , tra una poesia di Neruda e un Rosso plastica di Burri , tra un bicchiere di vino e un abbraccio di un amico ,tra una giocata di Messi e un viaggio a Capo Horn troveremo gli stimoli per comunicare attraverso la magia che inebria le nostre esperienze più vere e sentite e condividere così la bellezza che ognuno di noi immagazzina dentro di sè ogni giorno e desidera trasmettere agli altri . What about it ? Il nuovo viaggio ha inizio.....come stai uomo?Sei sempre in viaggio nel buio della tua anima?Qualche mese fa ho visto questo incredibile docufilm : Man on wire di James Marsh (2008) dove si narra dell'impresa del funambolo Philippe Petit che il 7 agosto 1974 riuscì a camminare su un cavo d'acciao senza alcuna protezione e senza alcuna autorizzazione, per 120 metri da una torre all'altra del Rockfeller center di New York .Si sto parlando delle torri gemelle che all'epoca non erano ancora state ultimate ma che già rappresentavano l'apice del potere economico di una nazione e di un popolo che allargava i propri tentacoli in ogni parte del mondo. Il film racconta la lunga gestazione dell'impresa e di come Philippe e i suoi amici riuscirono a rappresentare quest'opera unica nel suo genere, per i motivi che ben conosciamo,e ad estasiare quei pochi fortunati che quella mattina si trovavano a passare lì sotto.Ebbene è proprio con questa immagine magnifica qui a fianco che desidero iniziare il nostro viaggio.Un uomo in mezzo al cielo , un punticino nero nella volta celeste che quasi danza nella propria anima per ritrovare la bellezza perduta del mondo.Ed è proprio il paradosso delle Twin Towers che dà fulgore a questo passaggio dell'uomo verso nuovi orizzonti ,verso una simbiosi Uomo/Natura e verso una nuova libertà che viene urlata tra i passi silenziosi di Philippe e nei suoi armoniosi movimenti che culminano addirittura in un riposo purificatorio del guerriero in cui osserviamo il nostro eroe sdraiarsi letteralmente sul filo e inebriarsi dell'aria di libertà che ammanta il mattino d'estate,accogliendo in sè la nuova vita.Nessuno ha potuto interrompere mai questo momento.Le autorità osservavano esterrefatte e impotenti ai capi del filo l'uomo che in un sol giorno ha scosso milioni di coscienze ed ha aperto gli occhi mostrando la via della speranza ad una nazione intera.
Daddo