13 ASSASSINI - Violenza controllata

Pubblicato il da daddo

di Daddo

 

 Cari internauti, direttamente dal Fantafestival di Roma al Nuovo Cinema13assassins Aquila, ecco che mi accodo insieme al Fred per visionare il film di Takashi Miike ,prolifico regista giapponese (circa 80 film diretti tra cinema e tv),amatissimo in patria,capace di svariare dalla commedia,all'horror,al jidai-geki (film con samurai del Giappone feudale) con incredibile destrezza.La sala è gremita e rumoreggia per il lieve ritardo dovuto alla fine del film precedente.L'ambiente è molto caldo e si respira un'aria casalinga ,accogliente ,sembra di stare nel salotto di casa propria con 200 persone accanto.Il film viene malamente annunciato da un presentatore?! che pronuncia il nome del regista "Maik"all'americana e viene immediatamente corretto dal pubblico implacabile.Inizia un trailer di un film italiano che suscita qualche risolino per nulla contenuto.Ed ecco che appare la prima scena di 13 assassini, remake del film omonimo di Eiichi Kudo del 1963 ,ambientato nel Giappone feudale esattamente nel 1844 (cento anni prima di Hiroshima).Il film parte con un toccante hara-kiri poi prosegue lentamente con molti dialoghi che introducono i vari personaggi dai nomi bizzarri per noi italiani che il pubblico non tarda a schernire senza sosta;sembra veramente di stare in una sala romana degli anni '70 o in un bar di periferia dove si ingurgitano e si vomitano litri di commenti idioti (altro che salottino accogliente).La situazione sembra poter degenerare da un momento all'altro,addirittura s'intravede nelle prime file la scarpa di uno spettatore volare in alto  ed entrare per un secondo nel campo dello schermo;chi ride,chi scuote la testa ,chi ammonisce e insulta i commentatori goliardici,io e il Fred rimaniamo incuriositi,divertiti ma anche un pò infastiditi,perchè ora il film suscita profonde emozioni nelle magnifiche e rigorose scene che contrappungono l'ascesa della follia di Naritsugu,fratello intoccabile dello Shogun,dedito a schiavizzare,torturare,stuprare e uccidere le famiglie contadine sottomesse al suo regime.Shimada,nobile samurai viene ingaggiato in gran segreto e a sua volta recluta altri undici samurai per porre fine alle scelleratezze di Naritsugu.La battaglia è sanguinosa,i samurai diventano 13 (durante il viaggio si è aggregato un vagabondo scaltro e bizzarro anche se poco amante della filosofia samurai) ma i soldati di Naritsugu ,capeggiati da Hanbei ,sono più di duecento (come il pubblico in sala) e tuttavia vengono intrappolati in un villaggio e massacrati ad uno ad uno in un susseguirsi di trappole,inseguimenti,frecciate,urla disumane,belve infuocate,spasmi e rantoli che finalmente zittiscono il pubblico per l'incredibile realismo della messa in scena,dovuto soprattutto alla quasi assenza di elementi splatter,nessuna fumettistica fontana di sangue alla Kill Bill,nessuna camminata volante alla Tigre e il Dragone ,nessuna dimostrazione di invincibilità e nessuna epicità aggressiva nel commento musicale ;tutto è estremamente controllato e studiato dagli sceneggiatori compreso lo sgaurdo rabbioso del samurai che scheggia lo schermo così rapidamente da penetrarti nel cervello come una sciabolata.Come nel più classico dei revenge movie, il malvagio viene sconfitto e ucciso e ai quattro beoti che impulciavano le poltrone non rimane che sottolineare con degli hop!hop!hop! l'uscita di scena del guerriero vagabondo che torna alla sua vita di sempre saltando tra i cadaveri del campo di battaglia.

A volte è una seccatura essere samurai sentenzia Shimada morente.

A volte è una seccatura andare al cinema a Roma , aggiungo io.

 

 

    

 

                                                                                                                                   Daddo 

 13assassini  13assass.

 

 

                                                                                        

 

 

 

 

 

 

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