COLLINE COME ABORTI DI ELEFANTI
di Simone Consorti
Hills like white elephants di Ernest Hemingway è tra i suoi racconti più intensi e più belli, una specie di breve atto unico.Un uomo di 30 anni circa e una ragazza, Jig di qualche anno più giovane, si trovano in una stazione ferroviaria nella valle d'Ebro, aspetano che passi il treno, bevono birre e anis, vedono la cameriera sfilargli davanti atraverso una tendina di tubetti di bambù,ordinano di nuovo, consultano l'orologio e si consultano l'un l'altro.
Su cosa?Quella cosa semplicisima "che hanno fatto in tanti", quella cosa senza importanza, di cui parla l'uomo e che "non cambierà niente" tra loro, quella cosa che "non è nemmeno un' operazione", quella cosa che non viene mai nominata nel racconto, vuoi per il pudore di lei a farlo, vuoi per la scarsa importanza che gli dà lui, che vorrebbe rimuoverla.
Eppure non si sta parlando di quisquilie, non di treni, o di birre, ma di una questione di vita o di morte, dala quale dipenderà anche la vita e la morte del loro amore.
Sullo sfondo, le colline spagnole sembrano elefanti bianchi, che nel'afa paiono ectoplasmi; più i due le guardano più sembrano svanire.
I due personaggi non sono descritti, prendono forma e colore parlando, sfidandosi."Verrò con te" la rassicura l'uomo, "starò con te", le ripete "tutto è perfettamente naturale", fanno solo entrare l'aria" dice in mezzo all'afa.E quell'operazione, vista da lui, sembra una semplice boccata d'aria.
"Staremo bene" le dice, "come stavamo prima".
Usa il passato e il futuro.Quello che non lo fa star bene è il presente.E' quello il momento irreversibile da rimuovere.L'uomo, a un certo punto, vedendo la ragazza lontana come una collina, inizia a farle promesse ma senza convinzione e intanto continuano a ordinare birre, in attesa che il treno interrompa quella conversazione penosa.
Delle sottocoppe, a questo punto, sapiamo tutto: del modo come sono poste sul tavolo e del loro essere di feltro e umide.Qui l'iper-realismo si fonde con l'iper-ellissi; infatti, oltre a non essere mai pronunciato esplicitamente l'oggetto della contesa, non si acenna nemmeno a ciò che i due combineranno nè a dove andranno.
Improvvisamente, l'uomo, come se avesse preso una decisione, si muove.Prende su le valigie per andare ai binari.Ma i bagagli, non li porta al loro binario bensì a quelo dall'altra parte della stazione.Tornano indietro? Lui ritorna sui suoi propositi o vuole semplicemente regredire a quando erano solo due, senza "nessun altro"?
Appena la raggiunge al tavolino, lui chiede alla ragazza come sta e lei risponde che "non ha niente". Gli sorride. E' un sorriso enigmatico e ancora più impalpabile di quello della Gioconda, a pensarci. Non c'è nessun avverbio dopo il verbo.E' il sorriso liberatorio di chi farà finalmente ciò che vorrà?
O solo il sorriso-raptus di chi ha bevuto troppa birra?
Lui riporta indietro le valigie, lei sorride.
Su ciò che i due decideranno, non ci è detto molto più di questo.