DRIVE di Nicholas Winding Refn (2011)
di lucaontour
Uno scorpione vuole attraversare un fiume, ma non sa nuotare.Chiede ad una rana di traghettarlo.La rana non si fida, ma lo scorpione la rassicura:"se ti pungessi annegherei".
La rana generosamente accetta ma a metà percorso lo scorpione la colpisce con il suo aculeo velenoso.La rana, disperata e morente,gli chiede "Perchè?";lo scorpione, prima di morire annegato , risponde "E' la mia natura".
Nicholas Winding Refn, regista danese in forte ascesa, parte da questo apologo per la realizzazione della sua ultima pellicola dopo il notevole Valhalla rising.Drive non racconta niente di nuovo.Ryan Gosling interpreta un personaggio caratterizzato da una forte compattezza emotiva,stuntman specializzato in incidenti d'auto di giorno ,autista per rapinatori la notte,il protagonista ( che rimarrà senza nome per tutto il film) scandisce precissamente il tempo dell'azione di ogni scena, in costante equilibrio tra tranquillità e violenza omicida.
Come dimostra la prima sequenza:l'intreccio di suoni radio, quello della polizia e quello della macchina (sintonizzata su un incontro Celtics-Clippers), avvolge lo scorrere del tempo ed è proprio il nostro uomo a dirigere l'orchestra nell'inseguimento e nell'alternarsi delle due radio.
La figura romantica,tanto cara agli amanti del vendicatore solitario di poche parole e sorrisi vagamente accennati (vedi Eastwood e Bronson dei bei tempi) non sembra in grado di scindere la componente affettiva dalla sua natura.
Una natura simile a quella dello scorpione, dalla quale non si può fuggire e che ritorna a galla a volte senza logica apparente.
Emblematica a questo riguardo, la scena in ascensore con il protagonista, Irene, la donna di cui si era innamorato e un uomo pronto ad ucciderlo.
In questa situazione claustrofobica possiamo ammirare l'ottimo lavoro di Refn con la magistrale costruzione delle inquadrature e con i movimenti di macchina in costante contrasto tra stasi e caos.Non per niente la giuria di Cannes lo ha premiato per la miglior regia.
Abbandonati i sobborghi danesi,messi da parte il realismo delle handycam dei primi film che sporcava la regia rendendola schizofrenica (la trilogia Pusher 1996-2005, Bleeder 1999), il percorso di maturazione di Refn passa per due ottimi lavori come Bronson (2008) e Valhalla rising (2009), per giungere al suo film più hollywoodiano, Drive.
Nonostante il grande salto dalle location danesi caratterizzate da luci fredde tendenti al blu,a quelle della città degli angeli decisamente più accese, l'elemento onnipresente nella ricerca di Refn è l'estetizzazione della violenza. Non un semplice elemento voyeurestico, bensì parte attiva della narrazione.
Già nell'opera prima, Pusher (1996), questa componente era vitale nell'analisi del mondo delle droghe.In Bleeder una forma di violenza sotterranea trovava terreno fertile nella routine della vita di coppia.Valhalla rising e Bronson sono i due film più estremi.Nel primo la violenza si mescola all'universo mistico mitologico del mondo vikingo e ad elementi di religione pagana.
Nel secondo, in un intreccio tra cinema e teatro ,la storia del celebre detenuto affonda in una violenza a volte farsesca connotando con efficacia la passione di Bronson per la vita carceraria.
In Drive , la violenza alimentata da un sentimento di giustizia è parte integrante dell'apparato psicologico del protagonista.Ryan Gosling non si limita ad uccidere, la sua natura lo porta ad infierire.Lo spettatore vive gli eventi senza possibilità di indugio.La violenza esplode chiaramente nella sua logica crudele.
Ultima nota sul cast di buon livello come Carey Mulligan (An Education,Shame), Bryan Cranston (indimenticabile nell'ottima serie Breaking Bad), Christina Hendricks (Mad Men) e Ron Perlman (immenso mestierante ritornato in auge grazie a Sons of Anarchy).