IO SONO LI di Andrea Segre (2011)

Pubblicato il da lucaontour

di Lucaontour

 

L'ultimo lavoro dell'emergente Andrea Segre,presentato quest'anno alla Mostra internazionale d'arte cinematografica  di Venezia,segna il passaggio dal formato documentaristico a quello della narrazione di finzione.

L'esperienza maturata nel mondo del documentario,al quale il regista ha contribuito con lavori quali La mal'ombra (2007),Magari le cose cambiano (2009),Il sangue verde (2010) è molto evidente in Io sono Li.

Elementi di questo linguaggio come le tematiche,la fotografia che usa quasi esclusivamenteuna luce naturale,così come il cast e le location sono chiaramente di derivazione realistico-documentarista.

La storia presenta l'incontro tra un pescatore serbo,Bepi,interpretato da Rade Serbedzija (già visto in The Snatch nei panni di Boris "Lametta" Yurinov) e la cameriera cinese Li,da poco trasferita a lavorare nell'osteria chioggiana,su ordine di un leader cinese.

Questa splendida storia di amicizia è l'incontro tra due culture e due modi di vivere il mondo totalmente  differenti.Da una parte la mente del pescatore vissuto,il poeta ,come lo chiamano gli amici,proveniente dalle terre slave;dall'altra,la cultura cinese,impersonata da questa figura minuta,quasi smarrita (l'attrice Zhao Tao),che si ritrova immersa in una realtà provinciale molto chiusa,fondata su forti stereotipi e barriere culturali.

L'osteria di Chioggia,con i suoi tavoli sudici e i personaggi che dipingono perfettamente il mondo reale,fa da palcoscenico all'universo dei pescatori,da sempre legati a tradizioni ben radicate;un set di valori,che Bepi,logorato da una vita solitaria,vuole abbandonare,cercando di attraversare quel confine immaginario che delimita il nord Italia con il resto del mondo.

Sull'altra sponda lo attende Shun Li,attratta dalla figura del pescatore-poeta,anche lei avvolta dalla patina di mistero propria del mondo cinese.

E' poi il contesto reale,di provincia a spingere i due sul filo di lana,sullo stesso confine che divide Bepi e Li.Un'amicizia autentica che vede in entrambi i casi la solitudine come elemento comune.

Saranno poi l'ignoranza,le frasi fatte e le voci dell'ipocrisia e dell'invidia della piccola realtà italiana a far scoppiare la bolla spazio-temporale che stavano costruendo i due protagonisti.Ottima la fotografia di Luca Bigazzi collaboratore abituale di Andrea Segre.

Entrambi sono stati capaci di cogliere i silenzi,le atmosfere e le luci che la laguna tra Chioggia e Sottomarina può offrire,conferendo a questi elementi un'efficacia narrativa.

 

 

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