CARNAGE di Roman Polansky (2011)

Pubblicato il da Ernesto

di Ernesto

 

Carnage di Roman Polansky,presentato all'ultima mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia,è una purissima trasposizione di un testo teatrale,Il Dio della carneficina,della scrittrice francese Yasmina Reza.

Classe 1959,già autrice di testi molto rappresentati in Inghilterra e Stati Uniti,oltre che in Francia,qualiArt ;poco nota in Italia,La Reza è indubbiamente una grande scrittrice capace di dipingere con ottimo dosaggio di crudeltà e dolcezza,facce ed espressioni del mondo contemporaneo.

Non ho visto questa commedia recitata in teatro dove,suppongo,abbia espresso un teatro borghese tipico del secolo scorso,sulla scia di David Mamet per esempio,un teatro dove la parola mantiene la sua assoluta centralità e lo spettatore si diverte a farsi sorprendere ed illuminare da improvvise,riflettenti verità.

Certamente Polansky,rende a tutti un grande servigio,portando sullo schermo con grande rispetto le dinamiche tipiche del teatro che possono nascere da un testo forte,coraggioso,tenero come quello della Reza.Quasi togliendo al cinema alcune delle sue potenzialità,al servizio completo di questo dialogo a quattro,straordinario e allucinante.

Due coppie si ritrovano a casa per discutere dei propri figli,protagonisti di un acceso litigio nel quale uno dei due ha subìto una grave ferita alla bocca.Dopo poco,sembra che,più o meno,si siano già accordati sulle scuse,sul risarcimento e quant'altro ma la coppia ospite non riesce mai a lasciare l'appartamento;tutti e quattro,sforzandosi di velare i propri veri pensieri,toccano dei tasti che come dei pop-corn già sul fuoco,hanno un solo destino:esplodere.

Si ride,si ride molto ma si è abbagliati anche da tante verità.E bisogna ringraziare i quattro attori per cui nessun aggettivo basterebbe a riportarne la bravura e la genialità.

Sarà perchè il nostro Polansky è stato costretto negli ultimi tempi agli arresti domiciliari in Svizzera,ma quello che è certo,non si è accontentato.Pur limitato,ha scelto il meglio che potesse fare,cercando come sempre di raccontare i tormenti e le afflizioni dell'animo e dell'uomo ma virando coraggiosamente su un tono di commedia molto borghese,molto occidentale,riportandoci,per certi versi,alle grottesche situazioni di Cul-de-Sac.Questo non può che risaltarne ancora di più lo spessore umano e artistico.

Un'esperienza da non perdere.

 

 

 

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