THE MIST di Frank Darabont (2007)
di Daddo
Tratto da uno dei più bei racconti lunghi di Stephen King ,La nebbia, contenuto nella raccolta Scheletri pubblicata nel 1985,e diretto da Frank Darabont ,regista ormai specializzato in trasposizioni kinghiane (Le ali della libertà,Il miglio verde), The mist si apre con una tempesta devastante che si abbatte sulla tipica cittadina del Maine portandosi dietro una misteriosa nebbia dalla quale scaturiscono ferocissime creature immonde e variegate che assediano un gruppo eterogeneo di cittadini rintanatosi dentro un supermarket.I personaggi rispecchiano fedelmente l'universo Kinghiano:abbiamo il buon padre di famiglia che si rimbocca le maniche e prende in mano la situazione,il suo vicino di casa ,avvocato di colore scettico e superbo,il direttore stronzo del supermarket,il dipendente sfigato che ha il suo piccolo momento di gloria (poi muore),la fanatica religiosa (forse il personaggio più riuscito),il bifolco di campagna,il ragazzetto sbruffone ,la donna forte e bella che spalleggia il macho.Sebbene la penna di King riesca a dare sostanza e qualità alle caratterizzazioni dei personaggi (una delle sue indiscutibili doti),altrettanto non si pùo dire di Darabont che si sofferma molto poco sulla psicologia preferendo concentrarsi sulle dinamiche del gruppo e dell' inevitabile ascesa del dualismo che contrappone da un lato i realisti,pronti ad affrontare il male senza farsi troppe domande,e dall'altro ,gli scettici che pur di non venire meno alle proprie convenzioni dettate dal cieco raziocinio ,decidono di uscire allo scoperto e darsi in pasto alle creature.Tra le due fazioni emerge anche la carismatica quanto insopportabile figura della signora Carmody che a suon di sentenze apocalittiche e sermoni polpettone riesce a reclutare e "convertire"un discreto numero di adepti che nel nome del Signore non disdegnerebbe affatto di sacrificare un bambino innocente per placare l'ira di Dio.
Purtroppo le numerose tematiche che si intrecciano nella storia (non ultima quella di un probabile esperimento militare che avrebbe aperto un varco per un'altra dimensione,causando l'avvento degli esseri lovecraftiani) risultano solamente accennate o descritte grossolanamente ,attestandosi sugli standard dei film di genere senza incidere minimamente sul corso della storia.
Tuttavia il film scorre velocemente,grazie ad una sceneggiatura ben congeniata (dello stesso Darabont) a degli effetti digitali discreti e allo schema della struttura chiusa che aiuta fortemente il propagarsi dell'ansia e della paura tra persone sconosciute costrette ad interagire
per la sopravvivenza .
Dove il film mostra un lampo di genio è nell' inaspettato finale (diverso dal racconto) che arriva come un pugno nello stomaco,lasciando lo spettatore sbalordito ma anche disturbato per la crudezza e la fatalità degli eventi che coinvolgono gli ultimi cinque superstiti fuggiti dal supermarket.
Per i fans più accaniti di Stephen King gustoso il riferimento al Pistolero della serie La Torre Nera (il protagonista dipinge un quadro che lo raffigura) che presto sarà portata sul grande e sul piccolo schermo da Ron Howard (speriamo bene).