GOTHIC di Ken Russel (1986)
di Daddo
Ken Russell,il più visionario tra i registi inglesi,si cimenta in questa delirante e immaginifica storia ambienta a Ginevra nel 1816 in un'epoca di sogni e incubi,nella villa dove il dissoluto Lord Byron trascorse quasi forzatamente un lungo periodo di esilio.Il film prende spunto dalla leggendaria notte in cui Byron,John William Polidori (suo fedele medico personale),Percy Shelley e la futura moglie,Mary Shelley,accompagnata dalla sorellastra Claire Clairmont,amante di Byron,si abbandonarono alla decadenza orgiastica,tra sedute spiritiche,cocktails di laudano e storie di fantasmi,concependo,quasi per gioco,quel capolavoro letterario che fu il Frankenstein di Mary Shelley e,successivamente, il vampiro,scritto da Polidori,primo racconto di vampiri della letteratura moderna.
Terreno ideale per il geniaccio inglese che non si risparmia nel suo barocchismo incallito tra inquadrature Wellesiane,montaggi serrati e un'infinita parata di serpenti,capre,sanguisughe,esseri scarnificati,fantocci senza testa che suonano il piano,feti sanguinanti,alberi infuocati,folletti maligni e seni con gli occhi al posto dei capezzoli ! Un tipico delirio alla Russell condito dalle ottime musiche synth pop firmate da Thomas Dolby e dalla sceneggiatura di Stephen Volk.
Pur non convincendo del tutto,soprattutto nei ridondanti loop visionari e nelle interpretazioni troppo spesso sopra le righe di Gabriel Byrne (Lord Byron) e Julian Sands (Percy Shelley),escludendo l'ottima Natasha Richardson al suo debutto cinematografico nei panni di Mary Shelley,il film si fa seguire per una splendida atmosfera che dipinge bene il periodo con citazioni pittoriche e frasi d'effetto (Non mi serve il cibo,l'immaginazione è il mio sostentamento) e per il ritmo contagioso e senza tregua che provoca anche qualche sobbalzo sulla sedia.