VINICIO CAPOSSELA,La bianchezza della balena - Cavea Auditorium Roma
di Ilfred
Direttamente dal ventre della balena bianca,internato nel grande Leviatano,Vinicio Capossela ci regala una data a sorpresa del suo tour Marinai,profeti e balene scegliendo la cornice dell'Auditorium di Roma per raccontarci il suo personale "diario di bordo",la sua personale trasposizione in musica e visioni delle opere di grandi letterati quali Melville,Conrad,Celine,Dante e Omero.
Per questa unica data si fa accompagnare sul palco da una ciurma quantomai spettinata,allegra e talentuosa con la quale decide di intraprendere questo meraviglioso viaggio sonoro.
Dalla Grecia,insieme al nostro capitano,un fantastico terzetto (più tamburo) di chitarre ritmiche e violino,gli Psarantonis ; tra le ossa del capodoglio si muovono l'incredibile Coro degli Apocrifi e le mitologiche Sorelle Marinetti pronte ad infuocare il naviglio con deliziose moine dalle seducenti tonalità sirenesche.Il tutto condito e mescolato con sapienza da Stefano Nanni che,oltre a comparire qui,in veste di direttore d'orchestra,è anche l'ideatore delle musiche e delle armonie dell'album.A chiudere il cerchio,la formazione base del nostro umile e glorioso capitan Vinicio,i musicisti-giocolieri polistrumentisti che hanno condiviso fin qui l'ennesimo progetto (due chitarre,un'alpha centauri,percussioni,seghette,trombette e diavolerie varie)...
La conoscenza è niente senza fede.
Vinicio e il suo equipaggio salgono sul palco intorno alle 21.Il pubblico dell'Auditorium (ragazzi,famiglie con bambini al seguito) viene letteralmente rapito per tre ore di fila,tre ore di spasso e abisso per avvicinarsi al Sacro e per disperdersi tra le onde.
Una performance ferma nel tempo che ha come interprete assoluto un immenso Capossela...un uomo vivo,ora Calypso,ora Goliath che attraversa le Pleiadi,il diadema del cielo,il plancton e le nuvole,i polpi e le amanti,amico dei naviganti,ora medusa ora canto delle sirene che cantano la nostra stessa storia,come è andata e come sarebbe dovuta andare...
Laddove l'uomo spezza le catene dell'esistenza con la fantasia e la magia,la madonna delle conchiglie vi si libera intorno...
Polifemo,Nettuno e lo stesso Ulisse raccolgono il nostro cantautore a manovella nel loro mondo,affinchè esso possa narrarci le loro gesta...e tra una birra e un'ode al vino,nella sua anima antica e ricercata,gentile e disperata,il nostro capitano sanguinolento ci immerge in un concerto teatrale che non dimenticheremo facilmente.
La gioia nel decantare la vita è contagiosa e la dedizione di questo artista è quantomai rara e preziosa e quando alla fine rimane solo sul palco ,col suo pianoforte a coda,ricordando uomini,Demoni e Dei (tributa addirittura il calciatore Eric Cantona),il pubblico dell'Auditorium è tutto riunito sotto il palco per accarezzare da vicino la sua poetica danza...e il naufragar è dolce sotto il cielo di una serata come questa...
...chi va per mare il mare se lo prende.....
Anima candida e ,per questo,spettro dell'umana coscienza,
il bianco Signore degli elefanti
una volta separato dalla luce
niente è più pericoloso di questo colore...
Bianca,la grande balena bianca,
bianca la paura,la schiuma che accompagna la notte...
Sei
il giocatore,
il dado,
il vinto,
il poema...
il corpo che vive nell'opera
il nuovotenente del fato...
La sfida è coraggiosa
il gioco è un altro cielo,
sottocoperta
Dove vanno gli assassini Marinaio?